Lucio Dalla

Quando un artista crea un opera, sia essa una canzone, un dipinto, un ballo o altro, compie un'operazione difficile ma esaltante: crea. Non giustappone, non assembla, non falsifica. Creare significa porre in essere qualcosa che nessuno aveva mai creato e che per tempo verrà ammirato o ascoltato. Si potrebbe dire che il vero artista lavora una materia che ai più è sconosciuta, lavora il futuro. Dà vita a qualcosa che nel presente ancora non c'è e che rimarrà nel tempo. Ascoltare o vedere un opera d'arte è porre nel presente un atto compiuto nel passato ma pescato nel futuro. Lavorare il futuro era sicuramente una delle qualità salienti di Lucio Dalla. Nelle sue canzoni lo canta, lo descrive, lo "chiama", ma soprattutto lo rende presente. Molte suoi testi presentano assoluti colpi di genio poetici, lirici, che portano il tempo futuro nell'ora di chi ascolta. Che il futuro si giocasse nell'hic et nunc, nell'opera presente era una delle consapevolezze di Lucio Dalla. Che non si potesse restare seduti ma ci fosse bisogno, per "fare la storia", di agire nel presente, immaginando il domani così da crearlo. In una espressione, per Dalla "il futuro è adesso", non va aspettato ma creato, collegando mente e cuore, in ogni azione, in ogni pensiero, come faceva lui quando poneva sul pentagramma le sue note corredate dalle sue parole a descrivere "cosa che sarà".

L'arte è questo, e la sua arte ci insegna che la vita vera è quella animata quotidianamente dal prurito del fare senza essere banali, scontati, agendo sul presente per trasformarlo in un futuro che abbia qualcosa da dire a ciascuno. È il caso anche di quest'opera di Stefano Cantaroni voluta da Dalla, in cui lo stesso volto ricopre tutti i ruoli che ruotano attorno alla figura del Cristo. Qui tutti, anche se in modo fisicamente impossibile, sono la stessa persona, sono anche il Cristo dell'ultima cena che si offre all'umanità rappresentata dai suoi discepoli (Giuda compreso), quasi a dire che prima o poi, nella sua vita, ogni persona, quei ruoli li ricopre tutti: è responsabile di decisioni come sarà Pietro, ama, come il Giovanni che reclina il capo verso il suo Signore, ruba come Giuda e sa tenere a mente tutto per poi raccontare come Luca nel suo Vangelo. Tutti i ruoli che in una vita la persona può ricoprire sono rappresentati in un solo momento, a dire che in quell'attimo, in quell'adesso, il futuro è già compiuto: a noi spettatori l'invito a non aspettarlo, ma a compierlo nel momento presente.

Lucio Dalla non ha mai aspettato, ma ha creato, ha portato il futuro nel presente e continua a farlo tutte le volte che lo ascoltiamo, nei suoi testi, che descrivono un presente che parla già di futuro, un futuro che è adesso, il nostro adesso.

Benedetto Zacchiroli

Il profilo di Lucio Dalla