Gabriele Salvatores

Gabriele Salvatore nasce a Napoli ma si trasferisce, ancora adolescente a Milano dove si iscrive all'Accademia del Piccolo Teatro. Nel ‘72 è tra i fondatori del Teatro dell'Elfo, destinato a divenire una innovativa realtà del capoluogo lombardo dove si sperimentano nuove forme di spettacolo basate su una originale commistione di testi e musica. Proprio da uno di questi lavori nasce la sua prima regia cinematografica, Sogno di una notte d'estate dell’’83, ispirato a Shakespeare, il film è un azzardoso e affascinante ibrido di cinema, teatro, musica, danza, dalle cadenze di fiaba. Dopo un lustro di silenzio, Salvatores torna dietro la macchina da presa con Kamikazen-Ultima notte a Milano dell’87, ispirato alla pièce Comedians di Trevor Griffith e interpretato da vari comici della scena milanese. Il successo arriva con Marrakech Express dell’89; il titolo deriva da una delle canzoni eseguite a Woodstock, nel '69, ove, attraverso la vicenda d'un gruppo di persone che si reca in Marocco per salvare dal carcere un amico, vengono messi a fuoco gli elementi base della sua poetica che soono l'amicizia virile, il tema del viaggio come fuga, la solidarietà generazionale. In Turnè del ‘90, storia d'un curioso triangolo amoroso, l'equilibrio tra malinconia e sorriso trova un magico punto di fusione; ma è con Mediterraneo del ‘91 che Salvatores ottiene notorietà internazionale, aggiudicandosi l'Oscar per il miglior film straniero. La pellicola si aggiudicherà anche tre premi David di Donatello per il miglior film, il montaggio ed il suono e, un Nastro d’Argento per la regia. In seguito, egli realizzerà Puerto Escondido, Sud. Nirvana del ‘96, racconto fantascientifico di grandi ambizioni, il surreale Denti e Amnèsia che lo riporta alle tematiche dei suoi primi film. Con Io non ho paura, firma un efficace ritratto del meridione negli anni '70. Segue Quo vadis, Baby? con un'inedita Angela Baraldi nel ruolo della investigatrice protagonista. Come Dio comanda che segna la chiusura di una trilogia sulla confusione ed il malessere dell’Italia odierna, colta attraverso volti ed in luoghi marginali e Happy Family che narra di due famiglie che s’incrociano. Nei film lavora con un suo gruppo di attori-amici tra i quali Diego Abatantuono insieme al quale possiede e gestisce la società di produzione cinematografica Colorado