Roberto Fallani

Roberto Fallani porta avanti con coerenza una progettualità esuberante e poliedrica, dagli innumerevoli innesti culturali, stilistici e mnemonici. La risposta di Fallani sta in questa esasperazione del gusto inteso come summa della sua esperienza di artista rabdomante, là dove tutto appare in uno stato di mutazione e di ibrido. Di qui certe insinuazioni avveniristiche della forma che richiamano una sorta d’archeologia futuribile, di fantastica rivisitazione del moderno degna di Metropolis e di Flash Gordon. Il ferro, simbolo dell’era proto-industriale ottocentesca, diventa così per Fallani metafora di una contemporaneità di tutti i funzionalismi possibili. Totem tecnologici, macchine di luce, segnali che non possono indicare altro se non l’enigma della forma che, alle soglie del terzo millennio, si è liberata della storia e dei suoi dogmi. Un atteggiamento deciso a lasciare ai posteri tracce di una contestazione attiva, antitetica al mondo del design di massa, caratterizza il lavoro di Roberto Fallani. Artista, designer e creatore di interni, Fallani opera nei diversi campi progettuali fin dagli anni Sessanta. Le sue opere sono dense di emozione e, né la durezza del metallo né il rigore della forma rettilinea, impediscono un affascinante dialogo con la leggerezza di sostanze filose, fronzoli pendenti, spirali colorate realizzati con fibre ottiche, materie plasiche e vetro. Le opere di Fallani sono dotate di una cifra artistica immediatamente riconoscibile che le rende uniche e imprevedibili, quasi un ponte tra passato e futuro. Opere che figurano in numerose collezioni permanenti di musei internazionali quali il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze in mostre quali recentemente la personale alla Triennale di Milano. Roberto Fallani vive e lavora tra Firenze e Roma.