Tehmina Durrani

Tehmina Durrani, scrittrice, è nata in una delle famiglie più importanti del Pakistan, paese in cui tutt’ora vive. Il padre era Presidente della Banca del Pakistan e della compagnia aerea del paese. Sposata in seconde nozze con Mustafa Khar, ricco e potente politico del governo pakistano, a quel tempo Primo Ministro e quindi Governatore del Punjab, ha da lui quattro figli. Il marito nel privato si rivela subito violento e Tehmina, contro le convenzioni, chiede il divorzio e nel ‘91 pubblica My feudal Lord, ed. italiana Schiava di mio marito, coraggiosa autobiografia tradotta in 36 lingue che rompe il silenzio di tutte le donne pakistane che subiscono violenze nella vita domestica e che suscita profondo scandalo nel paese. In seguito pubblica Empietà e L’impero del bene sulla vita di Edhi Abdul Sattar, esempio di una proposta di progresso, da parte dei musulmani e portatore di impegno per la pace e per la conoscenza. Tehmina Durrani ha sconvolto l'Islam con la sua visione rivoluzionaria del ruolo femminile nella società musulmana e a questo scopo ha anche creato Ana Hadjra Labaek, movimento internazionale per le donne musulmane. Ana Hadjra, che era la moglie di Abramo ed è sepolta accanto a Maometto, per Tehmina Durrani è il personaggio centrale a cui ispirarsi in quanto attraverso il marito Abramo (elemento unificante in grado di far superare le divisioni tra le tre religioni, cristiana, musulmana ed ebraica, che da lui discendono) è possibile la rinascita dei musulmani, come individui moderni e liberi, per tornare così alle origini del Corano, dove uomo e donna sono spiritualmente uguali. Tehmina Durrani in seguito sposa in terze nozze il Primo Ministro del Punjab, Mian Shahbaz Sharif, fratello del primo ministro del Pakistan. Nel ‘97, ha ricevuto il Premio internazionale Marisa Bellisario per aver illustrato la condizione femminile in Pakistan. La scrittrice pakistana è anche impegnata da tempo sul fronte dei maltrattamenti subiti dalle donna mussulmana quale la sfigurazione con l’acido e si batte per liberarle, senza volerne l'occidentalizzazione, con un’emancipazione all'interno dell'Islam.