Intervista a Claudio Sabatini alla vigilia di SAIE3

25 Febbraio 2013

Presidente Sabatini, mancano 3 giorni all’inaugurazione di SAIE3, qual è il suo stato d’animo in questa vigilia?

Ottimo, sinceramente di grande soddisfazione. Abbiamo presentato il progetto SAIE3 il 3 maggio 2012, meno di 9 mesi fa, e ora siamo qui a inaugurarlo. 

Mi scusi, ma il Presidente di Made Eventi srl, il Dottor Andrea Negri, ha dichiarato in un’intervista apparsa su “Affari&Finanza” il 7 maggio, che SAIE3 sarebbe stata “una fiera senza futuro e senza mercato”. Cosa ha pensato?

Sarò sincero. Questa dichiarazione mi ha fatto meditare per molti mesi. Un commento così severo, da un autorevole personaggio, con incarichi istituzionali prestigiosi, e che rappresenta un’importante associazione come Federlegno, non mi ha fatto dormire la notte.

Avevo molti dubbi, perché invece la spinta che ci ha mosso come Gruppo Sabatini era la fiducia in un progetto di Lucia Alberghini, forte e innovativo.

Ora, a 3 giorni dalla manifestazione, siamo a presentare un Salone che ha avuto la partecipazione e la fiducia di 276 aziende, che si presentano qui in maniera importante e con forti investimenti. E proprio ieri mattina abbiamo superato il tetto dei 40.000 visitatori accreditati on line.

In questo preciso momento storico, e in un settore come l’edilizia, per il quale non si parla più di crisi ma di vera e propria tragedia, mi pare un risultato esaltante e che non può che infonderci grande soddisfazione.

Ha parlato di aziende e dei tanti visitatori già accreditati. Qual è la formula che li collega e la rende così entusiasta?

Sono stati 9 mesi faticosi, non lo nascondiamo di certo, ma il risultato è ottimo, non solo nei numeri, anche nella forma. Oltre a inaugurare il primo Salone in Italia dedicato esclusivamente ai serramenti e alle finiture di interni ed esterni, in un momento così particolare, presentiamo anche un appuntamento culturale di grande livello. Riteniamo infatti fondamentale che la parte mercantile e quella culturale, in un evento come questo, siano due mondi che debbano assolutamente convivere, integrarsi reciprocamente. A Bologna, per 3 giorni, facciamo incontrare aziende, imprenditori, operatori di settore, ma anche grandi architetti, designer, artisti, protagonisti della cultura internazionale.

Abbiamo scelto di non organizzare un palinsesto troppo denso di convegni, che rischiano di diventare ripetitivi, seriali, e andare a scapito della parte espositiva, ma di puntare su iniziative e appuntamenti di altissimo profilo. Non a caso “8 Porte sul Futuro”, le istallazioni d’autore di “Futurdesign”, così come le altre Mostre, fin dall’ingresso accompagneranno il visitatore del Salone, che potrà anche godersi momenti di grande respiro internazionale.

Ma proprio per la crisi in atto, c’era bisogno di un’altra fiera?

Sì. E proprio perché SAIE3 è un’Altra Fiera. Un evento diverso che reinterpreta il modo di concepire le manifestazioni del settore.

Il mondo cambia, e il mercato attuale ha bisogno, anche nelle rassegne fieristiche, di idee e soluzioni innovative, specialistiche, fruibili e con contenuti importanti. L’idea alla base di SAIE3 è proprio questa, un Salone con una formula commerciale molto verticale, concentrata e specializzata, in cui facilmente domanda e offerta si incontrano, e con grandi appuntamenti culturali che facciano non solo da contorno, ma siano vere linee guida dell’evento. Per organizzarla, oltre al forte impegno profuso per poter realizzare la parte culturale, abbiamo dovuto compiere uno sforzo commerciale notevole, per ottenere un adeguato ritorno economico. Eravamo alla prima edizione, coincidente con un contesto economico particolarmente delicato, e senza l’appoggio diretto e indiretto di importanti lobby.

Non è solo un  mio parere, non è più il tempo della formula tipo Campionaria dell’Edilizia, che andava bene negli anni ’70 e ’80, ed è la scelta tuttora intrapresa da Made Expo, che nonostante abbia potuto contare su 26 anni di avviamento ereditato da SAIE2, quando si è trasferita a Milano, partendo con una prima edizione, quella del 2008, con 112.000 metri quadrati occupati, ha visto infatti costantemente calare la propria area espositiva.

La nostra idea è diversa: servono e serviranno appuntamenti fortemente specializzati per i comparti del grande settore dell’Edilizia. Come accade con SAIE, Cersaie, e adesso con SAIE3.

Parliamo di numeri. Per realizzare una manifestazione come questa, cosa e quanto è servito, in termini di budget economico, di persone coinvolte?

Nei primi 6 mesi 4 persone. In questi ultimi 3, le persone impegnate su SAIE3 sono state 8. Di queste, il 60% ha un’età media di 22 anni. Quindi un struttura molto dinamica, ma ristretta e “fresca”. E a proposito di numeri, non le nascondo che per il nostro Gruppo, in questo preciso momento economico in cui fare investimenti pesa di più che in passato,  lo sforzo e il rischio imprenditoriale sono stati importanti. L’abbiamo fatto accettando la sfida di un format nuovo e con occhi attenti al bilancio. In questo senso, siamo molto soddisfatti. Sommando tutte le voci, quindi compresi i costi di affitto degli spazi del quartiere fieristico, dell’organizzazione, delle missioni commerciali, della comunicazione, dell’ideazione e dell’allestimento delle Mostre, dell’organizzazione degli eventi e degli incontri con grandi protagonisti internazionali e dell’ospitalità, il conto economico di SAIE3 si è fermato sotto a 1,5 milioni di euro.

Ovvio che se prendiamo come riferimento manifestazioni come quella che il Dottor Andrea Negri presiede, i numeri sono molto differenti. A differenza di SAIE3, Made Expo è un Salone che di difficoltà per affermarsi ne ha incontrate certamente meno, potendo contare su un consolidato fortissimo, il diretto coinvolgimento e l’azione di importanti associazioni come Federlegno e Uncsaal, uno staff di almeno 50 persone, di cui 20 nella sola sede di Bologna, e finanziamenti per promuoverlo da parte del Ministero. Nonostante tutto questo, come si evince dal bilancio, Made Expo ha un conto economico che si attesta sui 17 milioni di euro.

Hanno un budget così importante che possono permettersi, come annuncia stranamente il loro sito, di fare una campagna radiofonica promozionale a 7 mesi dalla loro manifestazione e, guarda caso, che inizia e finisce nei giorni di SAIE3. Quando mi è stato comunicato, ho fatto una grande risata.

Scusi, ma come mai questa analisi così precisa su un’organizzazione concorrente?

Per rispetto a una grande organizzazione, mi sono approcciato con umiltà e ho consultato il bilancio di Made Expo proprio per poter cogliere spunti, trarre ispirazione, per poterci migliorare.

Oggi come oggi, la superficie espositiva di Made Expo è circa 30-40.000 metri quadrati più estesa rispetto a quella di SAIE3, un Salone alla sua prima edizione. Ho qualche esperienza nel settore fiere, e quei metri quadrati di differenza ritengo possano valere un cifra dai 2 ai 2 milioni e mezzo. 

Dopo questi 9 mesi di attività intensa, e con le sfide vinte fin qui, Sabatini ha quindi grandi certezze in vista dell’inaugurazione?

No, assolutamente. Anzi, credo che solo gli stupidi vivano di certezze. Abbiamo la consapevolezza di aver lavorato sodo e bene, e fra 3 giorni, appunto, ci togliamo ogni dubbio.

Riassumendo, com’è allora questa vigilia di SAIE3?

Quando siamo partiti, eravamo pronti a tutto. Di certo, da uomo di sport, sapevo che avremmo spesso giocato “in trasferta”, ed è accaduto. Avevamo anche previsto un’accentuazione della crisi del settore, ma di certo non quel che abbiamo affrontato in questo ultimo periodo: l’anticipo delle elezioni politiche nazionali proprio in questo week-end, un Papa che, e non accadeva da 600 anni, ha deciso di dimettersi proprio il giorno della nostra inaugurazione, e ora stiamo lavorando con 30 centimetri di neve.

Come dice Alessandro Bergonzoni, che sarà nostro ospite a SAIE3, “il Buongiorno si vede dal mattone…”

Ma resto un ottimista: ci è andata bene che il meteorite si sia schiantato l’altro giorno in Russia.

Mi pare chiaro che, per ora, non ci siamo fatti mancare niente, ma mancano ancora 3 giorni... 

Infine, secondo lei, la concorrenza verrà a visitare SAIE3?

Ma si figuri, con quello che hanno dichiarato,  se venissero a visitare un Salone “senza futuro e senza mercato”, significherebbe che non hanno molto da fare in ufficio, o che sono davvero sciocchi.